Le Creative Commons

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Le licenze Creative Commons sono nate dall’esigenza di poter tutelare legalmente le proprie opere senza dover passare dal Copyright, ovvero il diritto d’autore, quella “c” cerchiata che significa: “tutti i diritti riservati”. Il Copyleft, movimento globale dal quale nascono le Creative Commons, dice solamente “alcuni diritti riservati”. Lasciando all’artista il diritto inalienabile di mantenere il riconoscimento della creazione dell’opera, le Creative Commons danno la possibilità al pubblico di poter diffondere l’opera, modificarla, ripubblicarla. Normalmente per fare questo bisogna rispettare le condizioni poste dall’autore dell’opera che, scegliendo una delle licenze possibili, può restringerne l’utilizzo: chiedere di citare l’opera originaria, non farne uso commerciale, condividere allo stesso modo, fino alla possibilità, più chiusa, di lasciarla girare senza poterla nemmeno modificare.

 

Le condizioni d’uso che si possono conferire all’opera che vogliamo pubblicare in Creative Commons, come si può leggere sul “legal deed” delle opere, sono le seguenti:

Attribuzione (Attribution – By): Devi riconoscere una menzione di paternità adeguata, fornire un link alla licenza e indicare se sono state effettuate delle modifiche. Puoi fare ciò in qualsiasi maniera ragionevole possibile, ma non con modalità tali da suggerire che il licenziante avalli te o il tuo utilizzo del materiale.

Non commerciale (Non Commercial – NC): Non puoi usare il materiale per scopi commerciali.

Non opere derivate (No Derivative Works – ND): Se remixi, trasformi il materiale o ti basi su di esso, non puoi distribuire il materiale così modificato.

Condividi allo stesso modo (Share Alike – SA): Se remixi, trasformi il materiale o ti basi su di esso, devi distribuire i tuoi contributi con la stessa licenza del materiale originario.

 

Ad esempio, nel nostro libro “i bambini colorati” abbiamo usato la formula “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo”. E’ quindi possibile mescolare le varie condizioni. Per facilitare l’operazione si può andare sul sito: www.creativecommons.org

Ci sono alcuni film che spiegano il perché dell’andare contro al diritto di autore, come per esempio “Steal this film” (| e ||) e “RIP: A remix Manifesto”, prossimamente scriverò altri articoli su questo argomento.

Metto qui sotto un breve video preso da (http://creativecommons.it/DiventaCreativo) che spiega ulteriormente in maniera molto chiara cosa sono le Creative Commons. Per più dettagli visitate www.creativecommons.org

 

 

Lorenzo Ciacciavicca

P.S. Si può anche lasciare l’opera completamente libera dal Copyright dichiarandola come “di pubblico dominio”, ma di questo parleremo un’altra volta.